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Mettetevi comodi...“Differente. Il conformismo regna ma l'eccezione domina”

“Differente. Il conformismo regna ma l'eccezione domina” (ETAS, 2010)


Mettetevi comodi. Questo libro non vi permetterà di imparare a memoria quattro, al massimo cinque, concetti base da utilizzare nel prossimo meeting con qualche senior manager. Non vi darà delle certezze, non vi permetterà di saltare di capitolo in capitolo cercando di imparare a memoria qualche slogan ad effetto.

Non saltate l’introduzione, anche questa fa parte integrante del libro.
Mettetevi comodi e lasciatevi trasportare dal discorso, un discorso che mescola vita e pensieri dell’autrice Youngme Moon ad una analisi impietosa di come debba cambiare il vostro modo di competere.

Nella prima fase, questa docente di Harvard, demolirà le vostre certezze sul come state facendo business, lo farà con mano ferma ma con atteggiamento materno, comprensivo. Distruggerà per farvi ragionare, per dare una nuova visione a voi ed al business in cui operate.

Pensate a quante volte vi siete trovati di fronte ad una decisione aziendale già presa, che doveva essere fatta perché il mercato lo impone, la concorrenza lo sta facendo, saremmo considerati poco cool a rimanere fuori da questo filone.

Davanti a slide accurate e business case inoppugnabili anche voi alla fine avete abbozzato, avete fatto qualche domanda scettica giusto per non mostrarvi troppo d’accordo e poi avete dato il via all’ennesimo sviluppo di prodotto, perché il mercato lo vuole, il nostro concorrente lo fa.

L’autrice vi spingerà a riflettere su come le scelte di business possano essere guidate da “paradigmi culturali”, riferimenti pervasivi su come ragionare e che tipo di decisioni prendere. Paradigmi che esprimono un assioma culturale secondo il quale il progresso, lo sviluppo, il miglioramento continuo sono associati ad una valenza positiva; un prodotto migliorato, perfezionato, deve essere migliore e meglio accetto dal pubblico, dai compratori.

Il libro ci aiuta a riflettere come i tradizionali investimenti in marketing e sviluppo prodotto indirizzino tutti i nostri sforzi a far diventare il nostro brand, i nostri prodotti, la nostra azienda, l’ennesima espressione anonima del gregge, il gregge dell’“abbastanza buono” ormai imperante.

“Differente” ci dice di fermarci, riflettere, di uscire per un momento dall’arena competitiva e ragionare, uscire dagli schemi di aggressività reattiva alle mosse dei concorrenti.

Un esercizio di questo genere, per non cadere nella riflessione fine a se stessa, ha bisogno di applicazioni e casi concreti. L’autrice ce li fornisce nella seconda parte del libro, dopo le critiche si passa all’azione.

Avete mai riflettuto al successo di certi brand venuti dal nulla? Brand che non vi hanno stordito di pubblicità con facce felici di bambini biondi entusiasti di mangiare quella merendina o salire sulla nuova macchina comprata da papà? Brand a volte sgradevoli che hanno azzerato ad un tratto la comodità di accessori, informazioni, abbondanza ai quali eravamo abituati e che consideriamo scontati nell’acquisto di un dato prodotto?

Illuminante l’esempio dell’autrice che, lo ammetto, generando anche un pizzico di nostalgia, ci ricorda come la nostra conoscenza di Internet sia cresciuta di pari passo con l’arricchimento della homepage di Yahoo. Un portale che ci ha accompagnato nella scoperta di Internet, fornendoci in modo progressivo tutti i servizi di cui potevamo avere bisogno, lì, in prima pagina, a portata di click. Yahoo ci ha abituato ad essere un punto di riferimento, la base dalla quale partire per cercare qualunque cosa (oroscopo, meteo, news, giochi,…). Poi e’ arrivato Google e niente e’ stato più come prima.

Solo una maschera di ricerca in uno spazio bianco etereo, quasi a ricordare quei negozi di alto lusso con spazi espositivi essenziali e pochissimi prodotti esposti.

Cosa e’ successo? Su quali leve ha agito Google e tutti quei brand che si sono distinti dalla mischia? Scopritelo leggendo “Differente. Il conformismo regna ma l'eccezione domina” di Youngme Moon.


Perché leggerlo
Ci sono libri che ci lasciano slogan pronti all’uso, altri, più complessi, come questo, che sembrano andare fuori argomento per poi rivelarci il perché solo a libro ultimato.

Sono quei libri che ci obbligano ad uscire dagli schemi e pensare, cosa molto difficile in un mondo del business dove siamo tutti obbligati a portare risultati a breve termine.

Qui, l’autrice, ci lancia una sfida, una sfida che non potremo cogliere se non saremo in grado di ragionare con calma, se non saremo in grado di abbandonare il quieto conformismo che ci ha spinto a dire sì davanti a presentazioni di prodotti che invece avrebbero dovuto morire subito.

Ci aiuterà a modificare il nostro modo di pensare alla competizione. Concorrere con gli altri brand non nell’aggiungere l’ennesima caratteristica che non potrà mai essere distintiva in quanto presto eguagliata; ma stravolgerne le regole, facendo del proprio brand un prodotto per pochi, per persone controcorrente, per chi voglia distinguersi ed uscire dal gregge.

Perché il gregge e’ rassicurante, ci rende simili utilizzando gli stessi simboli altrui e, in termini di carriera, ci permette di fare delle scelte ovvie, non smentibili perché accettate da tutto il mercato.

Peccato che qui ci si giochi la possibilità di essere vinto o vincitore, distinguere il proprio brand ed avere successo o lentamente morire in una dolce e lenta deriva, insieme al gregge.

“Differente. Il conformismo regna ma l'eccezione domina” (ETAS, 2010)

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