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A proposito di psicologia della motivazione

Vi avverto, questo libro, "Psicologia della motivazione", F. Rheinberg (Il Mulino, 2003) non è di facile lettura o meglio, non è il solito testo che vi parlerà di motivazione in modo facile e pronto all'uso. E' un testo utilizzato anche nelle facoltà universitarie quindi con un certo rigore metodologico che vi impegnerà più dei facili testi sullo stesso argomento disponibili in qualunque libreria, nello scaffale "management".

Libri, questi ultimi, che vi forniranno chiavi di lettura istantanee da applicare al vostro day-by-day quotidiano ma che non soddisferanno la vostra curiosità, se l'avete, rivolta al capire le reali dinamiche psicologiche legate alla motivazione, che cos'è e come si esprime.

Il libro di Rheinberg parte dalla definizione di "motivazione", pensateci bene, siete convinti di sapere cosa significhi, cosa sia, ma non riuscite a spiegarlo. Il libro ci aiuta ad identificare come la motivazione, e nel dettaglio la psicologia della motivazione, si occupi principalmente di studiare perchè ci sentiamo attratti da un determinato obiettivo e del perchè persistiamo, nel tempo, nel perseguirlo.


La fase di definizione è importante in quanto ci spiega in termini semplici cosa la motivazione è, e soprattutto cosa non è, evitando così le trappole del linguaggio comune, dove il concetto di motivazione si mischia a comportamenti svariati.


Quindi motivazione come comportamento finalizzato verso un certo obiettivo, verso il quale ci dirigiamo con una certa forza sostenuta nel tempo. Forza spesso, e questo dipende dall'attrattività del nostro obiettivo, caratterizzata da una forma di "mite ossessione" che possiamo soddisfare solo una volta raggiunta la meta.


E fin qui nulla di nuovo, o meglio, capite adesso del perchè i manuali di self-motivation ci dicono quanto sia importante, per raggiungere un dato obiettivo, fissare il traguardo, calcolare la distanza e seguire un comportamento persistente e finalizzato. Questo è per definizione il comportamento motivato.


Ma mentre leggevate queste guide, questi manuali pronti all'uso, vi siete ricordati quante volte, pur armati di ferrea volontà avete abbandonato, nel tempo la vostra concentrazione e di conseguenza il vostro obiettivo. Perchè?


Le risposte date dai diversi studiosi che si sono occupati di psicologia della motivazione sono diverse; volevo segnalarvene una che sono sicuro vi farà riflettere. Secondo questa teoria, elaborata dallo psicologo statunitense McClelland, esistono due tipi di motivazione:


-una motivazione basale o implicita, avente base neuro-ormonale, localizzata nell'emisfero destro del cervello, di natura genetica, intrinseca, legata ad attività la cui soddisfazione è legata all'attività stessa;


-una motivazione auto-attribuita, legata all'immagine di noi stessi, che vogliamo comunicare al mondo. E' un tipo di motivazione appresa mediante l'interazione con gli altri, e con la cultura nella quale viviamo.


Troppo complesso? Semplifichiamo, esiste una motivazione "vera" delle cose che vogliamo fare, nostra fin dalla nascita ed una costruita, legata al come vogliamo diventare.


Attenzione, perchè questo è il punto. Ritorniamo agli obiettivi che avete lasciato per strada. Erano obiettivi "basilari" o "auto-attribuiti"? Dandovi questa risposta forse capirete perchè vi siete persi per strada, forse volevate perdervi, non a caso.


Perchè se i motivi base e quelli costruiti coincidono, bene, saremo felici nelle cose che facciamo, come le facciamo e raggiungeremo con maggiore efficacia i nostri obiettivi seguendo quella "mite ossessione" di cui abbiamo parlato all'inizio.


Altrimenti attenzione, fermatevi a riflettere e pensate se quello che state facendo è in realtà quello che volete fare (motivi basilari). Se così non è, spia rossa, accostate, inserite il freno a mano (se ve lo potete permettere) e riguardate con calma la cartina; dove state andando?


Perchè leggerlo
Se siete storditi dalle decine di libri letti sul tema motivazione e non ne siete venuti a capo, questo libro vi porterà ad affrontare il tema con un metodo più rigoroso, attenzione però, dovete essere "motivati" a leggere questo testo di Rheinberg.


"Psicologia della motivazione", F. Rheinberg (Il Mulino, 2003)

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