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Sempre più ricchi sempre più poveri

Uscite un attimo dai vostri obiettivi quotidiani, dalle scadenze e dai target da raggiungere entro fine mese. Fermatevi ed affrontate questo libro che parla di economia, società, sociologia e diseguaglianze.

Perchè “Sempre più ricchi sempre più poveri. Effetto San Matteo: perché il vantaggio genera un altro vantaggio”, di D.Rigney (ETAS, 2011) diciamocelo, è un libro stridente.

Tutti noi combattiamo ogni giorno per la carriera, per il successo o semplicemente per mantenere il nostro posto di lavoro. A volte riusciamo e saliamo, a volte perdiamo e cadiamo. Per definizione, in quanto uomini/donne d’azienda, siamo convinti che tutto dipenda da noi, da quanto impegno ci mettiamo, da quanto studiamo e da quanti titoli accumuliamo.

Questo libro di Rigney è stridente quando, abbandonando la retorica del successo ed utilizzando gli asettici principi statistici dell’economia, ci dice che quanto sopra non è sempre vero, non è detto che sia impossibile, ma è molto difficile da raggiungere.

Noi tutti, ci muoviamo in una fascia sociale intermedia, non siamo poveri ma neanche ricchi da detenere il potere, economico o politico. Questo ci spinge ad uscire tutte le matttine di casa a conquistare il nostro posto nel mondo.

Questo libro “Sempre più ricchi sempre più poveri” ci dà un avvertimento, non ci dice che i nostri sforzi sono inutili, questo no, ma ci fa riflettere sulle reali dinamiche economiche e sociologiche che, alla fine, riguardano tutti noi e gli spazi che riusciamo o meno a conquistare.

Si comincia mettendo qualche puntino sulle “i” al sogno americano ed all’idea stereotipata di essere un paese dove ognuno può avere successo, basta volerlo ed averne le capacità. Chi raggiunge posizioni di prestigio è giustamente ben retribuito in quanto uno dei pochi in grado di coprire una certa posizione di comando.

Qui il primo punto d’attenzione, le persone in posizione di comando, potere, vantaggio economico, sociale o culturale tenderanno ad accumulare sempre maggiori vantaggi creando un divario sempre più profondo verso le persone meno avvantaggiate.

Pensate al vostro conto in banca confrontato a quello di un milionario. Semplifichiamo e diciamo che entrambi beneficiate di un tasso di interesse identitico sul deposito, mettiamo ad esempio del 10%. Ovvio a dirsi, ma dopo un anno, lo stesso tasso di interesse avrà accresciuto il capitale di partenza del milionario in misura maggiore rispetto a quello in vostro possesso. Questa forbice, questo distacco tenderà ad aumentare con gli anni rendendo i ricchi sempre più ricchi.

L’esempio è banale ma se vi dico che la stessa logica si applica al mondo del lavoro, delle università, della cultura allora da banale, l’ “effetto San Matteo” può diventare preoccupante se non sappiamo riconoscerlo ed affrontarlo.

Si, perchè università prestigiose tenderanno ad avere professori e studenti migliori; accedere a posizioni lavorative importanti vuol dire acquisire un “effetto alone” dove il pregio della posizione si diffonde anche sulla persona che lo ricopre. Il vantaggio della posizione iniziale (acquisito per merito o fortuna) tende ad auto-rafforzarsi ed accrescere aumentando la distanza rispetto alle posizioni meno privilegiate. L’esempio del conto in banca o dell’università prestigiosa può essere replicato anche nel campo della politica ed in quello che a noi interessa di più: lo sviluppo di carriera.

Niente di deterministico, è solo statistica. Niente impedisce la progressione delle nostre carriere ottenute con impegna e fatica. L’“effetto San Matteo” ci spiego solo, a livello probabilistico, che sarà molto più facile mantenere ed accrescere la propria posizione di privilegio una volta ottenuti dei benefici, ripeto, sia meritati che non, rispetto a chi gli stessi benefici non li ha. E’ come se in una gara di velocità, il tuo avversario partisse con venti secondi di vantaggio; sapendoli ben amministrare, quei venti secondi faranno la differenza tra una vittoria ed un semplice buon piazzamento.

Fare parte del vertice aziendale, del top management, permette di acquisire potere, contatti, conoscenze che attirano altro potere, contatti e conoscenze utili per espandere ulteriormente la propria sfera di influenza.

Lo stesso dicasi per l’istruzione: è provato da diverse ricerche che bambini esposti ad un clima culturale ricco di stimoli e letture otterranno, proseguendo nella loro carriera scolastica, maggiori successi, minori tassi di abbandono del percorso scolastico e, di conseguenza, migliori posizioni lavorative.

L’ ”effetto San Matteo” è inevitabile? Siamo tutti inseriti all’interno di un tracciato già definito dalle nostre condizioni di nascita? Dipende dagli approcci.

Esiste un approccio di stampo genetico-ereditario-darwiniano teso ad evidenziare come le persone più intelligenti, forti, astute  accumulino questo vantaggio tramandandolo di generazione in generazione ed aumentando ulteriormente  il proprio vantaggio sposando persone aventi caratteristiche simili.

Altra cosa è invece l’approccio sociologico dei costruttivisti secondo i quali ogni condizione umana è il frutto di cultura, abitudini, rapporti di forza che possono comunque essere cambiati. Cambiando la cultura alla base che giustifica certe diseguaglianze si possono modificare le conseguenze di tali disparità nella vita di tutti i giorni.

Dove sta la verità? Come sostiene lo stesso autore del libro, sta nel mezzo. Il perchè scopritelo leggendo il libro.

Perchè leggerlo
Questo libro di Rigney si inserisce in un più ampio filone di studi sociologici ed economici sul tema delle diseguaglianze sociali e lo fa con autorevolezza. A differenza, però, dei testi già scritti sull’argomento, Rigney assume un approccio semplice e diretto, vi parlerà di fenomeni sociali ed economici con chiarezza calando gli esempi nel quotidiano a noi noto, tralasciando termini accademici troppo lontani.

Se poi volete avere una visione macro-economica della diseguaglianza e degli impatti di questa sui diversi continenti allora vi consiglio di leggere con attenzione l’appendice finale al libro. Parte, questa, dove Rigney vi insinuerà qualche dubbio sui tanto sbandierati vantaggi del liberalismo senza controllo. Buona lettura.

“Sempre più ricchi sempre più poveri”, D.Rigney (ETAS, 2011)

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