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Cultura umanistica e business, connubio impossibile?

 
Cultura umanistica e business, connubio impossibile? Non secondo Martha Nussbaum ed il suo libro "Non solo profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica"(Il Mulino, 2011).

Il libro parte con un’analisi critica di dove sta andando l’attuale sistema scolastico a livello globale. L’attuale preparazione scolastica sembra dimenticare l’importanza dello studio dei classici, della letteratura, della storia e delle arti per privilegiare percorsi formativi di taglio più tecnico ed economico.

Fin qui nulla di male, le nuove sfide dell’economia richiedono anche profili più specialistici che sappiano entrare con velocità nei cicli produttivi del business.

La parola chiave però è “anche”, non “solo”. L’economia globalizzata ha bisogno “anche” di formazione operativa, finalizzata a massimizzare la produttività ma questa non può essere “solo” l’unica modalità di formazione dei futuri cittadini del mondo e dei managers.

La sfida che i nuovi mercati, la globalizzazione, i nuovi consumatori impongono non è “solo” quella di massimizzare i risultati immediati, il profitto a breve termine, ma “anche” di avere visioni strategiche di lungo periodo che solo una preparazione scolastica completa può dare.

I nuovi mercati sono fatti da nuovi consumatori, non masse anonime colpibili da pubblicità martellanti e prodotti indistinti. I nuovi consumatori siamo noi, più attenti all'atto economico ed etico dell'acquisto. I nuovi consumatori sono persone con culture, esigenze, storie differenti.

I nuovi mercati sono diversità. Detto questo, Perchè studiare storia, le arti, la letteratura, il greco o il latino?

Perchè la preparazione umanistica "prepara" appunto alla diversità. Come?
Cos'è la storia, ad esempio? Una serie di accadimenti contrassegnati da una serie di date da tenere a memoria? Sbagliato.

La storia è anche la capacità di ripercorrere le storie di persone che non abbiamo conosciuto, le loro lotte per avere un futuro migliore, i loro pensieri ed il loro vissuto. E' lo studio del diverso da noi, di come in altre epoche siano stati affrontati grossi temi sociali, politici ed economici.

E cosa ci insegna la storia? Non solo a capire che quello che siamo oggi è frutto di quello che è stato nel passato. Non solo. La storia ci insegna ad uscire dal nostro qui ed ora per apririci a mondi diversi, a persone, luoghi e storie che noi non abbiamo vissuto. Traendone lezioni.

Voi direte, ma a me cosa interessa? Io devo affrontare nuovi mercati, concorrere all'estero e gestire i profit&loss dei miei prodotti su mercati globali, pura lotta per la sopravvivenza. Ho esperienza di trattative commerciali all'estero e conosco come interfacciarmi con operatori di business di diversi paesi.

Non basta. Certo, avrete bisogno dell'esperto di Finanza6Controllo che realizzi e monitori gli investimenti, avrete bisogno dell'esperto di Diritto internazionale che vi guidi a chiudere deal con società di altri paesi.

Ma siete sicuri di conoscere veramente i mercati con i quali vi interfacciate?
Siete convinti che basti solo una ottima conoscenza delle lingue per avere successo oltre confine?

Qui non stiamo parlando solo di diversity management, qui stiamo parlando di Culture diverse dalla nostra. Culture che possiamo comprendere solo con una preparazione che accompagni, non sostituisca, quelle tecnico-scientifiche ed economiche, di prodotto e cash flow.

Solo lo studio della diversità ci può preparare ad interagire con persone e culture differenti. E questo genere di preparazione ce lo può dare solo una solida base umanistica.

Perchè leggerlo
Se siete degli "umanisti" prestati al mondo del business questo libro vi farà capire quale contributo potete dare al settore nel quale operate. Un contributo non sostituibile a quello tecno-scientifico-economico ma fondamentale.

Inoltre, in un'epoca dove gli studi umanistici perdono peso, in termini di interessi e finanziamenti da parte degli enti governativi, questo libro ci farà riflettere sul rischio che stiamo correndo.

Quello di perdere l'occasione per essere cittadini del mondo in una realtà sempre più globalizzata.

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