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I sistemi di controllo nelle organizzazioni

Continuiamo in questo post a parlare di organizzazioni aziendali e psicologia.

Nel dettaglio parleremo dei sistemi di controllo utilizzati all’interno delle organizzazioni guardandoli però da una prospettiva differente rispetto a quella tradizionale del management. Vedremo come la psicologia tratti l’argomento del controllo nelle organizzazioni.

Anche in questo caso ci faremo aiutare in questo percorso dal libro “Teoria dei sistemi evolutivi” di Ford e Lerner (ed. Cortina).

Perché un’organizzazione ha bisogno di un sistema di controllo?
I sistemi di controllo rappresentano il modello maggiormente diffuso di organizzazione e si assicurano che tutto il sistema operi come un’unità dinamica in grado di produrre e conservare nel tempo il conseguimento della Strategia aziendale condivisa indipendentemente dalle perturbazioni date dall’interazione dell’organizzazione con l’ambiente.

I sistemi di controllo sovraintendono ad una serie di processi aziendali, di seguito i principali:
  • Processi fisici: sono i processi che consentono lo svolgimento delle funzioni produttive interagendo con le strutture fisiche,
  • Processi direttivi: specificano cosa, come, quanto il sistema debba produrre in linea con gli scopi della strategia;
  • Processi di regolazione: confrontano lo status attuale degli outputs aziendali con gli obiettivi dichiarati rilevandone le discrepanze.
  • Processi di controllo: coordinano l’azione dell’organizzazione ai fini del raggiungimento degli obiettivi stabiliti. Specificano i piani per raggiungere l’obiettivo e implicano il ragionamento, la soluzione di problemi, prendere decisioni;
  • Processi operativi: gestiscono i processi produttivi dell’organizzazione e le sue relazioni con l’ambiente;
  • Processi informativi: raccolgono informazioni sugli stati ambientali, sugli impatti esercitati dalle azioni dell’organizzazione e sulle relazioni tra organizzazione ed ambiente circostante.
I diversi processi si scambiano segnali di feedback e feedforward che attivano e coordinano le modalità di funzionamento del sistema stesso. I primi hanno carattere reattivo, mentre i secondi hanno carattere anticipatorio.

Tratteremo in maggiore dettaglio i temi del feedback e feedforward nel prossimo post.

I processi sopra citati sono necessari soprattutto in relazione all’ambiente circostante l’organizzazione. Quest’ultima, infatti, dovrà mettere in campo azioni correttive rispetto alle perturbazioni provenienti dall’ambiente stesso.

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Segnali di feedback e feedforward I segnali di feedback e feedforward vengono realizzati attraverso segnali di natura informazionale. Per quanto riguarda il feedback esso può essere: Negativo: è il tipo di feedback più conosciuto e ha come scopo quello di ridurre la distanza tra lo stato attuale e l’obiettivo desiderato. Ha come obiettivo il mantenimento della stabilità. Positivo: feedback tendente ad aumentare la differenze tra lo stato effettivo e quello desiderato. E’ il tipo di feedback che produce il cambiamento. Feedforward: è un processo orientato al futuro, implica processi predittivi relativi al modi di ottenere i risultati desider…

Task analysis e job analysis in psicologia del lavoro


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Trasformazione che vede, in primo luogo, l'"appiattimento" delle gerarchie aziendali oltre a modificare i tradizionali ruoli lavorativi che diventano meno definiti. Cambiano anche i requisiti richiesti ai lavoratori i quali devono avere nuove competenze generali, sociali, cognitive, capacità di autogestione, cooperazione e coinvolgimento personale.