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Lavoro di gruppo: maggiore efficacia o perdita di tempo?

Lo so, siete scettici su tutte queste riunioni, su questi lavori di gruppo che vi stressano pensando al lavoro che si accumula mentre partecipate all’ennesimo brainstorming aziendale.

Se non riuscite a fuggirne, ad evitarlo, allora proviamo a capirne le basi teoriche e metodologiche che sono alla base del famigerato “lavoro di gruppo”. Perché nelle aziende è considerato il nuovo mantra del comportamento organizzativo? Quali dovrebbero esserne i benefici?

Lasciamo da parte lo scetticismo e facciamoci guidare dalla lettura di questo testo: “Fondamenti di psicologia di comunità. Principi, strumenti, ambiti di applicazione" Francescato, Ghirelli, Tomai (Carocci, 2002).

I gruppi di lavoro si distinguono dalle altre definizioni di gruppo in quanto centrati su un obiettivo da raggiungere. Esperienze di gruppo possono rivelarsi dei successi oppure essere vissute come perdite di tempo.

Gli interventi degli psicologi, ed in particolare esperti in psicologia di Comunità, sono volti a migliorare questo setting rafforzando l’empowerment dei partecipanti, aiutando il gruppo a darsi obiettivi realistici e trasmettendo la capacità di lavorare in gruppo. Infatti, normalmente si dà per scontato che chiunque sappia condurre una riunione o partecipare efficacemente a un gruppo di lavoro; in realtà, la capacità di lavorare in gruppo non è spontanea, ma viene soprattutto acquisita. E’ proprio quando non si tiene conto che il gruppo crea un setting ambientale specifico che si creano le situazioni di malessere anziché di benessere per i partecipanti.

La letteratura sui gruppi di lavoro e il lavoro di gruppo
Anche se esistono molti studi sui “piccoli gruppi” prodotti dalla psicologia sociale, si riscontra una forte carenza di studi sui gruppi di lavoro e sul lavoro di gruppo. Mucchielli, che si occupa della formazione al lavoro di équipe, sottolinea l’importanza dell’addestramento finalizzato allo sviluppo della capacità di comunicare, esprimersi e ascoltare, cooperare, organizzare il lavoro, conoscere le dinamiche dei gruppi e saperle gestire. Egli ritiene che già la scuola elementare dovrebbe addestrare i bambini al lavoro di gruppo.

In tal senso i piccoli gruppi risultano di estrema importanza, perché costituiscono delle strutture intermedie tra l’individuo e la comunità. Le loro ridotte dimensioni li rendono un contesto in grado di soddisfare i bisogni individuali riconoscendo l’unicità di ogni partecipante, ma permettono di sperimentare l’interdipendenza operativa e, se il gruppo è relazionalmente valido, la solidarietà emotiva, il rispetto delle differenze e la cooperazione per fini comuni.

Lavorare per la loro crescita significa favorire lo sviluppo comunitario. Infatti, il gruppo richiede lo sviluppo di una “mentalità plurale”; prima si impara la relazione di coppia, poi di piccolo gruppo, di grande gruppo e organizzazione, di comunità non delimitata.

Una proposta per la formazione al gruppo di lavoro (Francescato)

Questa proposta, denominata “Corso di formazione alla facilitazione di gruppi di lavoro” privilegia l’acquisizione di conoscenze sui gruppi e sul proprio comportamento in gruppi centrati sul compito.

L’obiettivo è aiutare i partecipanti ad essere migliori membri dei gruppi di lavoro nei quali sono inseriti o, secondo i casi, migliori facilitatori dei gruppi che coordinano:
  1. Momento teorico-informativo sui principi base della analisi organizzativa. Questo consente di collocare i gruppi rispetto al macrosistema cui appartengono;
  2. Viene chiarito che per i partecipanti i setting lavorativi di gruppo possono essere positivi, ma anche negativi e descritta l’importanza di uno specifico apprendimento per il miglioramento della qualità della partecipazione e del funzionamento del gruppo;
  3. Viene spiegato che incrementare il coinvolgimento e l’assunzione di responsabilità rende la comunità competente, capace cioè di sviluppare e utilizzare le risorse presenti al proprio interno;
  4. Vengono forniti schemi e strumenti per osservare i diversi tipi di gruppo, classificarli ed analizzare le variabili che ne descrivono la struttura e i processi al fine di coglierne le potenzialità e le aree-problema;
  5. I partecipanti vengono addestrati attraverso l’esposizione a situazioni critiche di gruppo: processi decisionali, comunicazione costruttiva, problem solving, creatività, ecc.
E voi cosa ne pensate? Quali sono le vostre esperienze del lavoro in gruppo? Attendo i vostri commenti.

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