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La Formazione come processo per il Cambiamento - 2) La progettazione

Riprendiamo il post della scorsa settimana dove parlavamo di questo libro Sapere, fare, essere. Formazione come percorso di cambiamento nelle organizzazioni di Adalgisa Battistelli, Vincenzo Majer, Carlo Odoardi Franco Angeli (2002).


Continueremo a parlare di formazione e cambiamento e ci concentreremo sulla formazione come processo articolato in più fasi. In particolare qui tratteremo il secondo passo di questo processo: la progettazione dell'intervento formativo.

La progettazione è un'attività orientata verso uno scopo all'interno di una serie di interazioni caratterizzate da risorse e vincoli. Scopo ultimo della progettazione è soddisfare quei bisogni di formazione precedentemente individuati con l'analisi dei bisogni (vedi post precedente).

L'obiettivo al quale tende l'attività di progettazione, però, non è pre-determinata o meglio, l'attività di formazione è influenzata anche da una serie di fattori che ne possono influenzare l'efficacia, il percorso prestabilito.

Nella progettazione confluiscono vari ambiti del sapere appartenenti a differenti discipline appartenenti sia al campo delle scienze educative che alle scienze sociali. Nel dettaglio la progettazione di un intervento formativo dovrà comprendere le seguenti fasi:

La definizione degli obiettivi
Quali obiettivi si pone l'intervento formativo? Questi obiettivi, una volta terminato l'intervento, come si applicano al day-by-day lavorativo dei partecipanti?

Un criterio di identificazione di obiettivi è quello di individuare la sfera di appartenenza del
comportamento che l'obiettivo tende a realizzare, si parla di sfera cognitiva, affettiva e psicomotoria.

Inoltre, gli obiettivi possono essere di meta o finalità (finalità generali dell'azione formativa,sono linee guida) e obiettivi operativi (performance che il formando deve mostrare alla fine del processo formativo; essi devono essere pertinenti con l’obiettivo formativo finale, non ambigui, avere coerenza interna e raggiungibilità reale).

Sempre gli obiettivi dovranno essere scomposti in tre dimensioni: conoscenze, abilità, atteggiamenti. Scomposizione, questa, importante anche ai fini della successiva fase di valutazione.

Ovvio a dirsi ma fondamentale, sempre nella fase di definizione degli obiettivi deve essere mantenuta la coerenza con la cultura organizzativa e l'obiettivo generale che ha indotto la richiesta di formazione.

La scelta dei contenuti
I contenuti dovranno essere coerenti con gli obiettivi precedentemente fissati (decisione su cosa deve essere conosciuto per raggiungere gli obiettivi) e con le capacità di apprendimento degli allievi. I contenuti dovranno dare all'allievo la padronanza della disciplina, cioè la conoscenza della sua struttura sostanziale (principi, teorie, concetti fondamentali..).

La scelta delle metodologie
L'analisi delle metodologie formative può essere fatta partendo dalla riflessione su un continuum sul quale porli avendo come punti estremi le seguenti dimensioni:

1) Accademismo vs attivismo: accademismo sta ad indicare una relazione di distanza tra docente ed allievo, un tipo di comunicazione unidirezionale che crea una certa rigidità nel rapporto pedagogico. La trasmissione del sapere avviene attraverso una condizione di ascolto e di attenzione da parte dell'allievo. Il concetto di attivismo sta, invece, ad indicare il coinvolgimento dell'allievo che si può esplicare mediante: un'alternanza di momenti di apprendimento, una  costruzione progressiva, una comunicazione bidirezionale, il lavoro di gruppo, la sperimentazione e risoluzione di problemi, la responsabilizzazione e concretezza. La trasmissione del sapere avviene attraverso l'elaborazione, l'analisi e la soluzione di problemi.

2) Contenuti vs processi: la dimensione contenuti significa che si vuole focalizzare l'attenzione su finalità di apprendimento basate sul conoscere mentre con la dimensione processi si focalizza l'attenzione sui processi interpersonali che si sviluppano ponendosi in relazione con altri attraverso eventi di decisione, di collaborazione e conflitto, di comunicazione.

3) strutturazione vs destrutturazione: la dimensione strutturazione vuole indicare un percorso di apprendimento ordinato e logico che segue una sequenza rigorosamente organizzata. La dimensione destrutturazione significa che si dovrà costruire momento per momento partendo solo dai confini spazio-temporali (L'aula, il gruppo e la durata degli incontri).

Nel prossimo post vedremo la parte conclusiva di un processo di intervento formativo: la valutazione.

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