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Riflessioni sull'inutilità (o quasi) del Personal Branding...

"Strategia Oceano Blu.
Vincere senza competere"
di W. Chan Kim, R. Mauborgne
(ETAS, 2011)
Ho iniziato a leggere "Strategia Oceano Blu. Vincere senza competere" di W.Chan Kim e R. Mauborgne (ETAS, 2011) e fin dalle prime pagine ho capito perchè questo libro ormai è considerato un classico del management.

E' un libro che fin dalla pagine introduttive affronta di petto i guru del management, Porter, Prahalad, e ci dice perchè le vecchie teorie manageriali non funzionano più. Ma di questo ne parleremo in post successivi.

Un argomento in particolare mi ha colpito fin dalle prime pagine, è l'analisi critica di quanto poco servano a fare carriera i social media in Italia, come in Spagna ed in generale nei paesi latini. Analisi che arriva in un momento dove tutti i nuovi canali di comunicazione come twitter, blog, interviste a guru non facciano altro che parlare di quanto sia fondamentale il personal branding per lo sviluppo della propria carriera.

Intendiamoci, è un tema importante che in Italia viene diffuso e promosso da seri professionisti che hanno dato vita anche a libri interessanti ma il dubbio che ho sempre avuto è il seguente: come può una tematica di questo tipo, di matrice prettamente americana, adeguarsi al contesto italiano ed essere altrettanto efficace nella promozione del proprio branding e del networking?

L 'introduzione al libro ci spiega come la employability ossia la nostra capacità di spenderci sul mercato del lavoro sia tanto maggiore quanto maggiore il nostro Capitale Umano ma soprattutto il nostro Capitale Sociale.

Il Capitale Umano è il nostro saper fare, il nostro saper essere, la nostra professionalità, la nostra capacità di essere flessibili ed adattarci al cambiamento.

Il Capitale Sociale è il nostro patrimonio di conoscenze, di legami professionali e non, di persone e scambi reciproci che ci possono aiutare a fare carriera, a migliorare il nostro business.

Su ques'ultimo punto, il Capitale Sociale, dobbiamo concentrarci e fare un distinguo. Il Capitale Sociale è caratterizzato da Legami Forti e Legami Deboli

I Legami Forti, soprattutto in Italia sono costitutiti da circoli ristretti di persone che facilitano i percorsi di carriera, le opportunità dei propri membri. A differenza degli altri paesi, strumenti social di straordinario successo come Linkedin, ma non solo, non permettono l'accesso ai gruppi di potere caratterizzati da Legami Forti.

Almeno in Italia, Linkedin, ed in generale i social network utilizzati a fini professionali, si prestano molto bene a tenere in vita i network basati su Legami Deboli. Legami caratterizzati da interazioni professionali, più o meno brevi, compagni di master, eccetera.

Tutti legami che andrebbero persi, dimenticati durante la nostra corsa quotidiana, i nuovi progetti, i nuovi clienti, le nuove opportunità di business da seguire.

Intendiamoci, nessuno ha mai detto o scritto che i social media garantiscono l'accesso al "network dei potenti" od alla carriera dei propri sogni. Sono però opportunità che vanno colte per generare e mantenere contatti, parte integrante del nostro Capitale Sociale lavorativo

Il libro "Oceano Blu" ce lo ricorda, in modo un po' brutale ma utile soprattutto in un mondo, quello del web, a volte caratterizzato da facili entusiasmi tanto da cadere nel vaporware

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