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Lavorare “in rete”

Il lavoro “in rete” è un fenomeno di cui si parla molto e che coinvolge sempre più persone. In questo post tratteremo l’argomento dal punto di vista psicologico basandoci su un testo fondamentale in questo ambito di studio: “Fondamenti di psicologia di comunità. Principi, strumenti, ambiti di applicazione" Francescato, Ghirelli, Tomai (Carocci, 2002).

La metafora della rete in ambito psicologico rappresenta l’insieme di rapporti tra persone, organizzazioni e sistemi sociali. E’ possibile individuare un livello centrato sull’individuo ed uno centrato sull’interazione fra organizzazioni e, in particolare, sull’interazione tra organizzazioni diverse presenti sul territorio.

Il lavoro di rete

Le interazioni all’interno della rete possono essere caratterizzate da atteggiamenti cooperativi, ma anche da forti ostilità, come può accadere nella realtà dei gruppi di lavoro. Il lavoro di rete è infatti un processo che implica cambiamenti che coinvolgono livelli diversi di un’organizzazione:
  • Livello individuale. Cambiamento dell’identità professionale: il lavoro di rete non è solo un modo di lavorare, ma è soprattutto una mentalità;
  • Livello sistemico. La cultura del lavoro in rete richiede che ogni erogatore di servizi impari a percepire se stesso come elemento necessario ma non sufficiente al raggiungimento degli obiettivi;
  • Livello funzionale. Funzioni e ruoli dei singoli servizi devono essere ripensati;
  • Livello psicosociale. Cambiano i ruoli e i rapporti tra gli attori, cambiano gli stili di leadership, cambia la distribuzione del potere, cambiano le modalità comunicative.
L’organizzazione a rete è una linea di tendenza principalmente nel settore dei servizi ma rappresenta un cambiamento, talvolta radicale, nelle procedure di lavoro e nell’identità professionale; per questo richiede tempo e sviluppo di nuove competenze. Non a caso, negli ultimi anni si è molto diffusa la richiesta di interventi di consulenza e formazione per la promozione del lavoro di rete.

Aree-problema nel lavoro di rete
Il concetto di rete evoca una doppia immagine:
  • Positiva (protettiva). Connessioni, interdipendenze e reciprocità fra individui e gruppi generano un’idea protettiva di accrescimento delle conoscenze.
  • Negativa (contenitiva). La rete è percepita come una trappola, qualcosa che imbriglia, toglie potere, vincola, condiziona, indebolisce e ostacola la libertà (soprattutto da parte dei professionisti).
Rapporti tra i nodi della rete
Il lavoro di rete è tendenzialmente di tipo paritario, tuttavia una rete molto ampia richiede maggiori azioni di coordinamento dei rapporti. In generale non esistono rapporti e legami la cui adeguatezza può essere stabilita a priori. Esistono reti che funzionano meglio attraverso:
  • Legami deboli. Tipicamente quando il fallimento di un nodo non impatta sulla sopravvivenza dell’intera rete.
  • Legami intensi e frequenti. In casi simili, molte organizzazioni necessitano di flussi comunicativi frequenti e di condivisione di intenti e modalità operative.
Inoltre, anche nella stessa rete, possono essere necessari rapporti diversi (continuativi, saltuari, ecc.) tra i diversi nodi in relazione alle funzioni che questi devono svolgere in vista degli obiettivi comuni. L’efficacia della rete è anche legata alla capacità di creare legami funzionali agli obiettivi e di modificarli se necessario.

Lavoro per progetti
Una modalità per superare le difficoltà di integrazione dei nodi della rete è il lavoro per progetti, che consente un’attribuzione non rigida e definitiva dei ruoli e degli spazi a ciascuno di essi, legata di volta in volta al contributo che ogni servizio dovrà erogare in uno specifico progetto.

Punti-forza nel lavoro di rete
Il primo elemento facilitante è l’esistenza di una cultura condivisa, che accomuni valori, atteggiamenti, processi di comunicazione, codici e linguaggio.

Oltre alla cultura, altri fattori di facilitazione sono la condivisione di:
  • Pratiche operative;
  • Modalità di pianificazione e controllo;
  • Sistemi premianti;
  • Percezione dei vantaggi della partecipazione.
Conclusioni
Il lavoro di rete incoraggia interpretazioni e visioni pluralistiche di un certo progetto ed integra tipi di conoscenze e competenze professionali diverse, lasciando emergere le conoscenze provenienti dalle persone coinvolte nel progetto affrontato. Il lavoro di rete si presta dunque a promuovere progetti di empowerment aumentando il capitale sociale di una comunità.

Cosa ne pensate? Siete d'accordo? Quali sono le vostre esperienze in merito?

Fonte: “Fondamenti di psicologia di comunità. Principi, strumenti, ambiti di applicazione" Francescato, Ghirelli, Tomai (Carocci, 2002)

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