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La Formazione come processo per il Cambiamento - 3) La valutazione

Riprendiamo il post della scorsa settimana dove parlavamo di questo libro Sapere, fare, essere. Formazione come percorso di cambiamento nelle organizzazioni di Adalgisa Battistelli, Vincenzo Majer, Carlo Odoardi Franco Angeli (2002).

Continueremo a parlare di formazione e cambiamento e ci concentreremo sulla formazione come processo articolato in più fasi. In particolare qui tratteremo il terzo ed ultimo passo di questo processo: la fase di valutazione.


Cosa vuol dire valutare la formazione? Vuol dire valutarne risultati ed efficacia. I risultati della formazione possono essere definiti come le modificazioni apprezzabili di qualunque natura ed entità prodotte sul sistema organizzativo; valutare i risultati significa, in primo luogo, individuare e misurare tali modificazioni.

L’efficacia indica se sono stati prodotti i risultati attesi, quindi valutare l’efficacia significa misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi. Per semplificare, la prima idea è quella di procedere con un metodo che consiste nel confrontare le due situazioni, prima e dopo l'intervento formativo.
Lo psicologo Hamblin indica nella valutazione della formazione, il "tentativo di entrare in possesso di informazioni (feed-back) sugli effetti di un corso di formazione e di accertare il valore di questo in base alle informazioni raccolte".

A tutti gli effetti si tratta di un’attività di ricerca che ha "l’obiettivo di misurare il soddisfacimento dei bisogni di formazione”.


La misurazione ha tre principali finalità di misurazione: proving (verifica l’efficacia del corso); improving (dimostrare la possibilità di migliorare le attività di training); learning (valuta un rinforzamento dell'apprendimento individuale).

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I concetti di feedback e feedforward

Il termine feedback è di uso comune soprattutto in ambito aziendale ed organizzativo. A questo però dobbiamo aggiungere un altro termine, poco conosciuto: feedforward. Di cosa si tratta? Come viene definito in psicologia? Anche in questo caso ci faremo aiutare in questa definizione dal libro “Teoria dei sistemi evolutivi” di Ford e Lerner (ed. Cortina).
Segnali di feedback e feedforward I segnali di feedback e feedforward vengono realizzati attraverso segnali di natura informazionale. Per quanto riguarda il feedback esso può essere: Negativo: è il tipo di feedback più conosciuto e ha come scopo quello di ridurre la distanza tra lo stato attuale e l’obiettivo desiderato. Ha come obiettivo il mantenimento della stabilità. Positivo: feedback tendente ad aumentare la differenze tra lo stato effettivo e quello desiderato. E’ il tipo di feedback che produce il cambiamento. Feedforward: è un processo orientato al futuro, implica processi predittivi relativi al modi di ottenere i risultati desider…

Task analysis e job analysis in psicologia del lavoro


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Il significato del lavoro in psicologia

 
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Abbiamo visto, nei post precedenti, come e quanto il lavoro sia cambiato nel corso del tempo. Soprattutto nel settore terziario si assiste ad una trasformazione dei contesti organizzativi.

Trasformazione che vede, in primo luogo, l'"appiattimento" delle gerarchie aziendali oltre a modificare i tradizionali ruoli lavorativi che diventano meno definiti. Cambiano anche i requisiti richiesti ai lavoratori i quali devono avere nuove competenze generali, sociali, cognitive, capacità di autogestione, cooperazione e coinvolgimento personale.