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Le competenze "trasversali" sul lavoro, cosa sono?

"Psicologia del lavoro",
di Guido Sarchielli
(Il Mulino, 2003)
Riprendiamo il post della settimana scorsa dove abbiamo parlato dell'inserimento del neo-assunto in azienda ed affrontiamo in questo post il tema delle competenze e delle prestazioni lavorative. Anche in questo caso prenderemo come riferimento il testo "Psicologia del lavoro" di Guido Sarchielli (Il Mulino, 2003).

Orientamento classico allo studio delle competenze lavorative
L’orientamento classico allo studio delle risorse individuali considera 3 grandi categorie di attributi della persona:
  • Capacità: abilità cognitive come l'intelligenza, l'abilità verbale e di ragionamento, numerica e spaziale. Abilità sensoriali e psicofisiche.
  • Personalità: modi di pensare, sentire e scegliere correlati alla scelta lavorativa. Riguardano in particolare la capacità di self-monitoring, di auto-efficacia, il bisogno di potere e di riuscita.
  • Caratteristiche socioculturali: formazione scolastica e professionale, esperienze di lavoro.
Questo approccio classico ha storicamente dei limiti. Anche se utile per un approccio di tipo psicometrico (di misurazione e classificazione delle competenze) risulta debole in quanto mette in secondo piano l’interazione con l’ambiente di lavoro. Per correggere questa impostazione si è affermata una prospettiva di studio delle risorse personali definito “approccio delle competenze”.

Cos'è la competenza lavorativa
Le definizioni di competenza lavorativa sono diverse ma possiamo in estrema sintesi sintetizzarle in:
  • un set eterogeneo di conoscenze, abilità, motivazioni, rappresentazioni, credenze, valori e interessi.
  • Qualcosa che si associa a una prestazione di successo.
  • Una combinazione di elementi valutabile differenziando le persone per livello di prestazione.
Alcune caratteristiche della competenza (almeno quelle che presentano una forte stabilità) si sovrappongono alle nozioni classiche di attitudine e abilità. Inoltre, deve anche essere considerata l’esistenza di attributi personali ad elevata trasversalità, cioè trasferibili tra contesti lavorativi diversi.

La competenza professionale non è semplicemente un insieme di conoscenze, regole sociali, procedure progettate. Il lavoratore competente è in grado di elaborare le sequenze di azioni che meglio si adattano alle situazioni concrete, può produrre nuove regole e creare risposte ad hoc. In molti casi la prestazione competente è un contributo originale rispetto al semplice adempimento di ordini e istruzioni.

Un tale contributo deriva da un lavoro mentale che include la pianificazione dei corsi di azione, il controllo dei risultati, l’anticipazione delle varianze e degli imprevisti, il riconoscimento dell’efficacia del proprio agire. La competenza include quindi conoscenze generali e specifiche, capacità di collegare le proprie conoscenze alle richieste e di trasferire le proprie abilità in compiti diversi.

Un modello delle competenze trasversali
Il testo di Guido Sarchielli riporta un modello teorico interessante per comprendere cosa sono le "competenze trasversali" e come queste siano composte. Le possiamo definire come una organizzazione di tre insiemi di fattori:
  • Risorse del soggetto: conoscenze; valori; atteggiamenti; motivazioni; preferenze; autoefficacia; autostima e autovalutazione.
  • Abilità del soggetto: diagnosi del compito da svolgere e capacità di relazionarsi con l'ambiente.
  • Contesto organizzativo: comportamento lavorativo atteso; obiettivi da raggiungere: condizioni organizzative.
Questi tre insiemi sono connessi tra loro da relazioni più o meno forti; vediamoli nle dettaglio.


Risorse del soggetto
Per comprendere la situazione lavorativa adeguando i propri schemi cognitivi alle esigenze del compito ed attuare risposte efficaci, la persona non può contare solo sul repertorio di abilità trasversali, ma deve anche attingere ad altri sistemi di risorse:
  • Sul piano cognitivo. Le conoscenze disciplinari e interdisciplinari, in base al loro grado di strutturazione e connessione devono essere sottoposte a processi di accomodamento affinché diventino significative rispetto ai problemi emergenti;
  • Immagine di sé. Il soggetto si vede adeguatamente collocato nella situazione? Livello di autostima e percezione di autoefficacia;
  • Valori e rappresentazioni sociali. Aspettative, valori, atteggiamenti che funzionano come schemi di riferimento per decodificare la situazione e darsi delle priorità;
  • Motivazione e progettazione. Sostegno e mantenimento della direzione di azione delle scelte e dei progetti personali.
Tutti aspetti personali da non trascurare per riconoscere gli antecedenti della prestazioni professionale competente.

Abilità del soggetto
Vasto insieme di capacità e abilità personali a carattere generale implicate in molti tipi di compiti lavorativi, semplici o complessi. Si tratta di capacità relative a processi cognitivi, modalità di comportamento adottate nei contesti sociali e di lavoro, capacità di riflettere, usare strategie di apprendimento e di auto-correzione della condotta. Si sviluppano progressivamente in un apprendimento sul campo e, tutte insieme, connotano il modo di impostare la propria esperienza di lavoro, che diviene più coerente, efficace e fluida rispetto alle esigenze del contesto.

Diagnosticare, relazionarsi e affrontare non sono capacità puntuali, ma sono macro-categorie di capacità e abilità omogenee, acquisite con l’esperienza, che costituiscono un patrimonio occupazionale importante e immediatamente spendibile.

Negli attuali contesti di lavoro le competenze trasversali sono elementi di particolare valore, apprezzati indipendentemente dalle abilità tecnico-professionali.

Contesto organizzativo
ll contesto di lavoro esprime richieste sia rispetto alle competenze trasversali, sia rispetto a quelle tecnico-professionali specifiche che dovranno essere armonizzate in vista del raggiungimento degli obiettivi aziendali.
Il testo di Guido Sarchielli che abbiamo citato in questo post ci aiuta a far luce sul tanto utilizzato termine "competenze trasversali" e ci aiuta a capirne un po' di più.

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