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Margaret Thatcher e Ronald Reagan: pillole di liberismo

L’Italia è il paese dei derby e delle contrade. Spesso assumiamo una posizione, facciamo nostra un’opinione a seconda delle nostre conoscenze, idee precedenti. Uno di questi temi di attualità riguarda le teorie economiche e le loro conseguenze in termini di ritorno in felicità e benessere da parte dei cittadini.

Il libro L’economia è il mezzo per cambiare l’anima. Margaret Thatcher e Ronald Reagan in parole loro” di Stefania Tamburello (pp. 216, ed. Rizzoli Etas, 2013) affronta l’argomento “facendo parlare” i due principali protagonisti che incarnano la teoria liberista dandoci così la possibilità di “leggere” il pensiero di Ronald Reagan e Margareth Thatcher in modo trasparente, nel bene o nel male, e permettendoci la costruzione di un’opinione senza il filtro delle teorie anti-liberiste.

La Casalinga di Ferro
Un modo di guardare all’economia, quello di Margaret Thatcher, che a volte ricorda più il buon senso, il solido pragmatismo della massaia che quello di un primo ministro. I conti vanno pagati, la soddisfazione di una giornata lavorativa pagata onestamente, il restare all’interno della propria capacità di spesa e accontentarsi sono concetti che stupiscono se espressi da un primo ministro ma che sono di una verità disarmante soprattutto in un’economia, come quella attuale, sconvolta dai derivati finanziari e dagli indebitamenti attraverso il leverage.

Perché leggerlo
Questo libro di Stefania Tamburello è arricchito da una prefazione a cura di Romani Prodi. Un’introduzione critica nei confronti dei due nemici storici dell’Europa ma capace di rendere l’onore delle armi a Reagan e alla Thatcher. Entrambi fautori di un liberismo le cui conseguenze spinte sono oggi sotto i nostri occhi. Conseguenze che probabilmente non erano nelle intenzioni dei due protagonisti di questo libro ma che forse sono più da attribuire ai loro epigoni. Personaggi tristemente noti che hanno riempito le loro campagne elettorali, le loro presentazioni ai consigli di amministrazione di efficaci slogan liberisti e anticomunisti, spesso senza conoscerne a fondo le basi economiche (e relative prevedibili conseguenze). 
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