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Ammettetelo, siete andati a cercare i profili dei vostri vecchi compagni di studio su LinkedIn. Non avete potuto nascondere una certa invidia nel leggere che quasi tutti si dichiaravano Head of “something”, vantando responsabilità su Profit&Loss, gestione di budget a x digits e linee di riporto gerarchico da esercito austro-ungarico. Avete chiuso il browser indispettiti e vi siete rovinati la giornata.

Basta, se volete essere felici, dovete smetterla di confrontarvi con quello che la gente dice sui social media. Questo ci ricorda la giornalista Lindsay Lavine nel suo articolo pubblicato su Fastcompany.

Le persone “postano” sui social solo le parti migliori delle loro vite, diventa quindi improprio comparare le nostre difficoltà lavorative quotidiane con questi, apparenti, manager di successo. L’articolo ci ricorda anche, grazie al contributo di una psicologa statunitense, come le persone pubblichino solo le parti più “aspirazionali” di sé stesse, quello che vorrebbero essere, non quello che sono in realtà.

È normale, le persone vogliono dare un’immagine che rispetti le aspettative sociali in termini di successo, benessere, salute e felicità. Questo però pone un problema quando il fare dei confronti genera ansietà e frustazione.
D’altronde il problema dei curricula “gonfiati” su LinkedIn, e in generale sui social media, è ben noto agli headhunter, che sanno, grazie alla loro esperienza, fare la giusta tara ai titoli altisonanti e alle responsabilità manageriali vantate.

Come evitare, quindi, di cadere nella trappola della “comparazione social”? Prima di tutto navigate meno nei social, punto. Poi, scegliete un riferimento, un “modello” al quale ispirarsi per la vostra carriera. Datevi degli obiettivi e concentratevi solo su quello che volete realmente raggiungere. Perché, più prestate attenzione alle carriere degli altri, meno sarete concentrati su di voi e su quello che è veramente importante.

Imparate anche a gestire i pensieri negativi che queste comparazioni possono suscitare. Invece di creare delle storie di successo (altrui) e fallimento (vostre) rimanete ancorati su quello che veramente vi interessa e su questo concentratevi, senza altre distrazioni.

Poi, quando avrete raggiunto un traguardo professionale importante, per cortesia, utilizzate un certo understatement, non esagerate con il personal branding sui social. Grazie.

E voi cosa ne pensate? Partecipate alla discussione sul blog di Manageritalia.

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