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Visualizzazione dei post da Giugno, 2014

Su "Dirigente" di Giugno: "Era un mago in PowerPoint. R.I.P."

E’ ora di decidere cosa volete venga scritto nel vostro necrologio. Potete scegliere tra: lo ricordiamo per le sue indimenticabili presentazioni PowerPoint al board;trascurava i compleanni dei figli per controllare fino all’ultimo le stime di budget;non usciva mai di casa senza il suo blackberry;trascorreva le festività in conference call.
Ironia a parte, in questo mondo del lavoro iperconnesso con colleghi di lavoro che lavorano in altre countries  con fusi orari differenti, è facile cadere nella sindrome work-alcoholic. Una sindrome che costringe a ritmi di lavoro estenuanti, all’incapacità di “staccare”, di avere una vita regolata tra tempi privati e tempi lavorativi. 
Ne parliamo su "Dirigente" di questo mese, leggi la mia recensione del libro“Cambiare passo. Oltre il denaro e il potere. La terza metrica per ridefinire successo e felicità” di Arianna Huffington.

Che mondo sarebbe senza Nutella?

Ci sono prodotti che superano la loro appartenenza merceologica e diventano “il prodotto”,  riassumono in sé un’intera categoria e costringono gli altri prodotti a rassegnarsi al ruolo di epigono o addirittura a sparire dal mercato. Pensiamo al nostro linguaggio comune, diciamo “vorrei bere una bibita gasata, analcolica dal leggero gusto al caramello” oppure semplicemente “vorrei una Coca”? Utilizziamo di più “passami un fazzoletto di carta usa e getta” oppure “passami un kleenex”? Scommetto anche che quando ricordate le merende preparate dalla vostra mamma non ricordate il pane coperto da una crema spalmabile al gusto di cioccolato e nocciola ma semplicemente pane e Nutella. 50 anni di Nutella Come ha fatto un prodotto, una crema spalmabile ad assumere una tale importanza nell’immaginario collettivo non solo italiano? Lo racconta Gigi Padovani in questo libro pubblicato da Rizzoli Etas, “Mondo Nutella. 50 anni di innovazione” (collana “management”, 256 pagine, 18 Euro, anno 2014). I …

Il futuro di internet? Gli oggetti. Il mio post su Manageritalia.it

I vostri collegamenti su Linkedin continuano a pubblicare articoli su questa internet of things. Durante un meeting con il marketing avete visto una slide colorata dove la stessa dicitura era associata a opportunità di mercato da non lasciarsi sfuggire. Di fatto, l’internet delle cose è ormai realtà, dobbiamo quindi capire molto velocemente di cosa si tratta per non essere impreparati. L’istituto di ricerca Gartner definisce l’internet of things come una rete di oggetti dotati di tecnologia in grado di comunicare e interagire con l’ambiente esterno. Di fatto, una vera rivoluzione che estende la rete dal virtuale al quotidiano. La stessa Gartner ha definito le previsioni sull’espansione dell’Iot come “euforiche”: tutte le aziende del settore tecnologico hanno avviato progetti di sviluppo in quest’ambito. Previsioni e mercati potenziali Secondo Hans Vestberg, ceo della multinazionale delle telecomunicazioni Ericsson, entro il 2020 ci saranno 50 miliardi di oggetti connessi a internet. I…