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Campagne 2013: un anno da dimenticare per la pubblicità?

Nell’introduzione a questo libro, Emanuele Gabardi, imprenditore nel campo della comunicazione culturale e consulente di strategie di comunicazione, snocciola una serie di dati relativi all’annus horribilis 2013 che fanno rabbrividire (anche perché l’inverno della crisi non è ancora terminato e sembra mostrare una coda ancora lunga). Una serie di dati socio-demografici ed economici che chiunque si occupi di pubblicità, deve avere ben presente per capire l’andamento dei propri mercati target.
Secondo i dati Nielsen, nel 2013 il mercato pubblicitario è sceso complessivamente del 12.3%. Sapevamo già come il comparto non godesse di ottima salute ma all’interno di questi dati con il segno meno eravamo però abituati a vedere, in controtendenza, almeno la crescita del mercato pubblicitario su Internet. Non nel 2013: -1.8% rispetto al +5.3% registrato nel 2012. D’altronde i dati del mercato pubblicitario rispecchiano una situazione d’indubbia difficoltà economica da parte degli italiani: le aziende licenziano, nelle famiglie si tagliano le spese alimentari, aumenta la precarietà tra giovani e meno giovani. Come ha reagito il mondo della pubblicità a questo scenario negativo? Quali strategie di comunicazione hanno messo, stanno mettendo in atto i grossi player della comunicazione in Italia? Quali messaggi sono sostenibili in questo contesto? Quali i “registri” di comunicazione adatti per continuare a fare comunicazione nonostante tutto?
Lo racconta Emanule Gabardi in questo libro edito da Franco Angeli, Campagne 2013. Diciotto casi di comunicazione in un anno vissuto pericolosamente (collana Casi di comunicazione, 2014), Diciotto casi di aziende che hanno deciso di comunicare nel 2013, nonostante la crisi. Si parte da Altroconsumo che “ne sa una più del diavolo” come recita la campagna, si passa poi a Barilla, BNL, De Cecco, Galbusera, Vodafone e Lancia solo per citare alcuni delle case histories riportate in questo libro. Interessante, inoltre, analizzare il “dietro le quinte creative” alla base della campagna Enel 2013 “#GUERRIERI” che ha guadagnato molta visibilità grazie alla strategia di comunicazione integrata con web e social. Cosa ne pensate? Secondo voi, la pubblicità ha saputo interpretare e comunicare con efficacia in questo periodo di crisi? Partecipa alla discussione su Manageritalia.it

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Segnali di feedback e feedforward I segnali di feedback e feedforward vengono realizzati attraverso segnali di natura informazionale. Per quanto riguarda il feedback esso può essere: Negativo: è il tipo di feedback più conosciuto e ha come scopo quello di ridurre la distanza tra lo stato attuale e l’obiettivo desiderato. Ha come obiettivo il mantenimento della stabilità. Positivo: feedback tendente ad aumentare la differenze tra lo stato effettivo e quello desiderato. E’ il tipo di feedback che produce il cambiamento. Feedforward: è un processo orientato al futuro, implica processi predittivi relativi al modi di ottenere i risultati desider…

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