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Rete padrona: Amazon, Apple, Google & co.

Abbiamo visto entrare i big di Internet nelle aule dei tribunali per difendersi da accuse di elusione  fiscale. Sappiamo come le triangolazioni fiscali permettano alle multinazionali di pagare, in modo lecito, meno tasse. Questa però è stata l’occasione per innescare nell’opinione pubblica un dibattito sul modo di “fare mercato” delle grandi multinazionali del web come Apple, Amazon, Google o Facebook, osannate da media e consumatori. A questo nuovo filone critico contribuisce anche il libro di Federico Rampini “Rete padrona: Amazon, Apple, Google & co. Il volto oscuro della rivoluzione digitale” (Feltrinelli editore, 2014).

Perché leggerlo
Ammetto di aver iniziato a leggere questo libro con una serie di pregiudizi. Immaginavo fosse il solito giornalista blasonato che parla della Rete in modo snob. Mi sono dovuto ricredere fin dalle prime pagine. Perché Rampini, di Internet e delle nuove tecnologie, è prima di tutto un utilizzatore esperto che conosce bene limiti e potenzialità di questo mezzo. Questo gli fornisce la credibilità necessaria per parlarne in modo critico.
Però su alcuni concetti sostenuti nel suo libro continuo a non essere d’accordo. È il caso dell’Internet che ha tradito le attese di una common land per la condivisione, senza fini di lucro, di conoscenza, di un sapere condiviso e gratuito. Internet è anche questo, come nelle intenzioni del suo inventore Tim Bernard Lee. È anche questo ma non solo. Non dobbiamo dimenticare che dietro a un sito web, a un giornale online, a un’app ci sono grafici, creativi, sviluppatori, project manager, esperti di marketing digitale che realizzano le pagine che leggiamo tutti giorni dai nostri tablet e smartphone. Quindi è lecito riflettere sull’eccessiva deriva commerciale e del rischio di monopolio da parte delle big di Internet. Non dimentichiamoci però che la new economy ha permesso l’ingresso nel mondo di lavoro di migliaia di giovani in tutto il mondo.
Questo libro di Federico Rampini affronta Internet in modo critico e aiuta a riflettere anche sui suoi lati più oscuri. Senza cadere nel neoluddismo ma rendendoci dei cittadini un po’ più informati e quindi consapevoli. Partecipa anche tu alla discussione sul blog di Manageritalia.

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