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Compito o missione? Come cambia la definizione degli obiettivi sul lavoro

Il mondo del lavoro, negli anni, è profondamente cambiato. Al singolo collaboratore non è più richiesto di attenersi solo ed esclusivamente agli ordini prescritti dal proprio capo ma di interpretare la situazione e di scegliere il modo migliore per raggiungere l’obiettivo assegnatoli. La nozione di compito è strettamente collegata a quella di prescrizione: il compito è ciò che viene richiesto di fare al lavoratore, ossia ciò che egli DEVE fare seguendo le direttive che gli sono state date, di solito attraverso l’indicazione di modalità ottimali di lavoro tradotte in regole di comportamento. Tale concezione è stata oggi superata da quella di missione (prescrizione del compito + potere discrezionale sull’imprevisto). Con ciò non significa che le procedure spariscano, ma che bisogna considerare incomplete le indicazioni che esse forniscono. Le regole, quindi, devono essere interpretate. Le persone interpretano le regole, e l’interpretazione:
  • ha un ruolo sempre più importante nel determinare il comportamento reale dei membri dell’organizzazione;
  • è influenzata dalle caratteristiche psicologiche e organizzative dei singoli membri dell’organizzazione;
  • è influenzata dall’interazione sociale nel quale i singoli membri sono inseriti.
Sulla base di tali osservazioni si è sviluppato il sensemaking ossia l’esercizio dell’autonomia di giudizio, ulteriore prova, questa, di quanto le persone possono esercitare la propria autonomia in ambito lavorativo. Il fatto è che le regole non possono prescrivere direttamente ogni dettaglio del comportamento; questo apre uno spazio di reciproco influenzamento e di negoziazione tra i membri dell’organizzazione.

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I concetti di feedback e feedforward

Il termine feedback è di uso comune soprattutto in ambito aziendale ed organizzativo. A questo però dobbiamo aggiungere un altro termine, poco conosciuto: feedforward. Di cosa si tratta? Come viene definito in psicologia? Anche in questo caso ci faremo aiutare in questa definizione dal libro “Teoria dei sistemi evolutivi” di Ford e Lerner (ed. Cortina).
Segnali di feedback e feedforward I segnali di feedback e feedforward vengono realizzati attraverso segnali di natura informazionale. Per quanto riguarda il feedback esso può essere: Negativo: è il tipo di feedback più conosciuto e ha come scopo quello di ridurre la distanza tra lo stato attuale e l’obiettivo desiderato. Ha come obiettivo il mantenimento della stabilità. Positivo: feedback tendente ad aumentare la differenze tra lo stato effettivo e quello desiderato. E’ il tipo di feedback che produce il cambiamento. Feedforward: è un processo orientato al futuro, implica processi predittivi relativi al modi di ottenere i risultati desider…

Task analysis e job analysis in psicologia del lavoro


Riprendiamo il post della settimana scorsa dove abbiamo parlato del significato del lavoro ed affrontiamo in questo post il tema dell'analisi del lavoro facendo riferimento alle attività di task analysis e job analysis. Anche in questo caso prenderemo come riferimento il testo "Psicologia del lavoro" di Guido Sarchielli (Il Mulino, 2003).
Task analysis e job analysis, cosa sono? Con questi termini intendiamo fare riferimento a metodi di rilevazione e analisi per conoscere come si svolge il lavoro e quali requisiti richiede perché sia eseguito al meglio e con effetti positivi sulle persone. Ci riferiamo, anche in questo ambito, all'ambito di ricerca della psicologia del lavoro.

Il significato del lavoro in psicologia

 
Riprendiamo il post della settimana scorsa dove abbiamo parlato dei cambiamenti nella forza lavoro ed affrontiamo insieme il tema del significato del lavoro e di come questo si sia modificato nel tempo. Anche in questo caso prenderemo come riferimento il testo "Psicologia del lavoro" di Guido Sarchielli (Il Mulino, 2003).

Abbiamo visto, nei post precedenti, come e quanto il lavoro sia cambiato nel corso del tempo. Soprattutto nel settore terziario si assiste ad una trasformazione dei contesti organizzativi.

Trasformazione che vede, in primo luogo, l'"appiattimento" delle gerarchie aziendali oltre a modificare i tradizionali ruoli lavorativi che diventano meno definiti. Cambiano anche i requisiti richiesti ai lavoratori i quali devono avere nuove competenze generali, sociali, cognitive, capacità di autogestione, cooperazione e coinvolgimento personale.