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Che cosa fa un leader?

Diverse ricerche hanno concentrato il loro interesse nel descrivere, su una base empirica, i comportamenti reali di capi e dirigenti. Queste ricerche avevamo come obiettivo il trovare risposta alla domanda: come può un capo costruire le condizioni ideali per un lavoro efficace della propria squadra?

Oltre a pianificare il lavoro della propria squadra, il leader deve affiancare attività finalizzate a facilitare l’introduzione di nuovi mezzi tecnici (il gruppo deve “tenere il passo” coi tempi) e a creare una condivisione delle priorità aziendali. Ne consegue che, se il capo non si comporta da leader fornendo questo tipo di supporto, qualche altro membro dell’unità organizzativa potrebbe farsi carico di tali adempimenti, facendo decadere l’identificazione concettuale tra leader e direzione. In quali aree di attività viene esercitata la leadership?
1.      DECIDERE (Pianificazione ed organizzazione / soluzione dei problemi / consultazione / delega)
2.      INFLUENZARE (motivazione / riconoscimento / ricompense)
3.      SCAMBIARE INFORMAZIONI (controllo / chiarimento / informazione): compiti di gestione dei flussi informativi.
4.      COSTRUIRE RAPPORTI (supporto / gestione dei conflitti / interconnessione (networking) / sviluppo e assistenza): gestione dei rapporti tra le persone dell’unità organizzativa. I rapporti devono essere buoni per ottenere buoni risultati. Ciò implica fornire supporto, consulenza e sviluppare le potenzialità dei dipendenti, specialmente là dove essi hanno spazi di autonomia e discrezionalità nella gestione della complessità.

EMPOWERMENT: è il filone di ricerca e intervento che meglio rappresenta la traduzione di questa funzione manageriale di sviluppo e supporto. È infatti possibile attivare un processo che aiuta le persone ad uscire da una condizione di assenza di potere e di controllo percepiti sul proprio agire, ampliando gli spazi di autonomia e di partecipazione alla conduzione e al governo delle attività lavorative nelle organizzazioni.


Il lavoratore empowered è quindi colui che ama il proprio lavoro e si diverte perché utilizza al meglio le proprie potenzialità ed hanno fiducia in esse. Un dirigente che voglia avere dipendenti empowered, quindi, dovrà investire in particolare sulle attività collocate nell’area della costruzione dei rapporti.

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I concetti di feedback e feedforward

Il termine feedback è di uso comune soprattutto in ambito aziendale ed organizzativo. A questo però dobbiamo aggiungere un altro termine, poco conosciuto: feedforward. Di cosa si tratta? Come viene definito in psicologia? Anche in questo caso ci faremo aiutare in questa definizione dal libro “Teoria dei sistemi evolutivi” di Ford e Lerner (ed. Cortina).
Segnali di feedback e feedforward I segnali di feedback e feedforward vengono realizzati attraverso segnali di natura informazionale. Per quanto riguarda il feedback esso può essere: Negativo: è il tipo di feedback più conosciuto e ha come scopo quello di ridurre la distanza tra lo stato attuale e l’obiettivo desiderato. Ha come obiettivo il mantenimento della stabilità. Positivo: feedback tendente ad aumentare la differenze tra lo stato effettivo e quello desiderato. E’ il tipo di feedback che produce il cambiamento. Feedforward: è un processo orientato al futuro, implica processi predittivi relativi al modi di ottenere i risultati desider…

Task analysis e job analysis in psicologia del lavoro


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Il significato del lavoro in psicologia

 
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Abbiamo visto, nei post precedenti, come e quanto il lavoro sia cambiato nel corso del tempo. Soprattutto nel settore terziario si assiste ad una trasformazione dei contesti organizzativi.

Trasformazione che vede, in primo luogo, l'"appiattimento" delle gerarchie aziendali oltre a modificare i tradizionali ruoli lavorativi che diventano meno definiti. Cambiano anche i requisiti richiesti ai lavoratori i quali devono avere nuove competenze generali, sociali, cognitive, capacità di autogestione, cooperazione e coinvolgimento personale.