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Chi è un buon leader?

In letteratura non c’è ancora un accordo su cosa sia la leadership nelle organizzazioni, ma molti sono gli studi al riguardo che esprimono diverse visioni dell’argomento:

  • Visione manageriale, orientata alla gestione. La leadership è soprattutto un processo originato principalmente dai capi formali che esercitano il loro ruolo. Sarebbe una delle specializzazioni all’interno dell’organizzazione e l’attenzione è dunque focalizzata sulle azioni del leader e sulle condizioni che favoriscono successo.
  • Leadership come processo sociale, l’attenzione non più rivolta al leader, ma sul modo in cui diversi membri del gruppo possono svolgere funzioni di leadership in funzione delle loro caratteristiche personali, ma soprattutto delle dinamiche di interazione e di reciproco influenzamento.
Quali sono i meccanismi che fanno di una persona un leader? Rispondendo a tale domanda sarebbe possibile selezionare le persone più adatte.  Sono due le grandi categorie di fattori capaci di spiegare la Leadership efficace.

  1. Caratteristiche personali: alcune persone avrebbero la “stoffa” del leader, come capi carismatici e trascinatori.  Le ricerche dicono, però, che non esistono tratti indispensabili all’esercizio di una buona leadership. Certe caratteristiche personali possono aumentare le possibilità ma nessuna ne assicura il successo mentre avrebbe maggiore importanza la natura della situazione. Diciamo che alcune caratteristiche personali di associano con maggiore frequenza ad una Leadership efficace, ad es.: alta attività, basso stress / maturità emozionale / integrità / fiducia in sé stessi / abilità tecniche / abilità concettuali (problem solving) /abilità gestionali.
  2. Caratteristiche della situazione: lo stile di direzione sarebbe influenzato dalla natura del compito, del gruppo e dell’ambiente organizzativo. Si tratta di un modo di concepire la leadership che tiene conto del fatto che gli stili di comportamento dei capi efficaci non sono solo il frutto di caratteristiche personali ma dipendono anche dall’interazione con le caratteristiche della situazione concreta: in altri termini non c’è uno stile di leadership adatto a tutte le stagioni e di conseguenza si fa strada l’idea che difficilmente la stessa persona possa essere un leader efficace in situazioni diverse.
Tuttavia, lo spunto se pur interessante spesso non va oltre un approccio puramente descrittivo e correlazionale.

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Il termine feedback è di uso comune soprattutto in ambito aziendale ed organizzativo. A questo però dobbiamo aggiungere un altro termine, poco conosciuto: feedforward. Di cosa si tratta? Come viene definito in psicologia? Anche in questo caso ci faremo aiutare in questa definizione dal libro “Teoria dei sistemi evolutivi” di Ford e Lerner (ed. Cortina).
Segnali di feedback e feedforward I segnali di feedback e feedforward vengono realizzati attraverso segnali di natura informazionale. Per quanto riguarda il feedback esso può essere: Negativo: è il tipo di feedback più conosciuto e ha come scopo quello di ridurre la distanza tra lo stato attuale e l’obiettivo desiderato. Ha come obiettivo il mantenimento della stabilità. Positivo: feedback tendente ad aumentare la differenze tra lo stato effettivo e quello desiderato. E’ il tipo di feedback che produce il cambiamento. Feedforward: è un processo orientato al futuro, implica processi predittivi relativi al modi di ottenere i risultati desider…

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