Passa ai contenuti principali

Il Cerchio

Inquietante e straniante, questi sono gli aggettivi che meglio descrivono il nuovo libro di Dave Eggers dal titolo Il cerchio (edizione Mondadori). L’autore, dopo il successo de L’opera struggente di un formidabile genio, ci introduce questa volta nella multinazionale “the Circle” attiva nel campo dei social media e delle nuove tecnologie.
Lo fa tramite Mae, una giovane neolaureata americana che, dopo una prima esperienza di lavoro in una noiosa società di servizi, riesce a farsi assumere dalla prestigiosa multinazionale del web. I riferimenti ai colossi del web che tutti conosciamo sono immediati, così come facili sono le trasposizioni dalla storia romanzata alla realtà.
Tramite la giovane protagonista del libro, che inizia a lavorare nel dipartimento customer experience, anche noi varcheremo la reception di questo colosso del web della Silicon Valley. Un colosso ambito da tutti i giovani laureati e dove solo i migliori riescono ad accedere. Ambienti di lavoro di design, colleghi sorridenti, preparati e collaborativi. Progetti con l’ambizione di voler cambiare il mondo. Un mondo perfetto. Almeno fino al successivo refresh di pagina.
Ecco allora che lo spirito social e comunitario del “Cerchio” diventa un’ossessione. Tutto deve essere condiviso online, gli orari extra-lavorativi devono essere utilizzati per socializzare con i colleghi e partecipare ad attività ludico-aziendali. Nessuno spazio per la vita privata. Una condivisione forzata che nasconde in realtà la raccolta di dati continua per fini commerciali fino a rendere il marketing uno strumento di precisione chirurgica. Ancora, con la scusa della prevenzione sanitaria, bracciali indossati che trasmettono in tempo reale informazioni sulla salute dei dipendenti, rese poi disponibili nel cloud.
È qui che il libro di Dave Eggers perde la sua connotazione di romanzo e assume quella del saggio critico verso i rischi legati dalla deriva dei social media. Una deriva dove la nostra privacy viene barattata per fini commerciali, per aumentare il “tasso di conversione”, ossia per trasformare l’esperienza d’uso dei prodotti resi fruibili online dal Cerchio in acquisti reali, in soldi. Soldi che servono poi per entrare con prepotenza nella sfera politica e utilizzare le nuove tecnologie per scopi che, dietro alle dichiarazioni di trasparenza sempre online, finiscono per diventare in realtà mezzi di oppressione, di annullamento dell’avversario e del pensiero divergente.
Lo stesso linguaggio utilizzato dai “circler” richiama la neolingua di orwelliana memoria, dove la realtà viene non solo reinterpretata ma riscritta secondo la visione di quelli del Cerchio, un misto di slang hi-tech e aziendalese commerciale.
Perché leggerlo
Come detto all’inizio, questo è un libro inquietante e straniante allo stesso tempo. Leggendolo ci assaliranno i seguenti dubbi: si tratta di finzione? Di una semplice riedizione del Grande Fratello ai tempi del web? Oppure è un libro già superato dalla realtà? Un libro, questo di Dave Eggers, che va letto, sia per la capacità narrativa che come saggio sui rischi di esporre le nostre vite sempre online. Partecipa anche tu alla discussione sul blog di Manageritalia.it

Post popolari in questo blog

I concetti di feedback e feedforward

Il termine feedback è di uso comune soprattutto in ambito aziendale ed organizzativo. A questo però dobbiamo aggiungere un altro termine, poco conosciuto: feedforward. Di cosa si tratta? Come viene definito in psicologia? Anche in questo caso ci faremo aiutare in questa definizione dal libro “Teoria dei sistemi evolutivi” di Ford e Lerner (ed. Cortina).
Segnali di feedback e feedforward I segnali di feedback e feedforward vengono realizzati attraverso segnali di natura informazionale. Per quanto riguarda il feedback esso può essere: Negativo: è il tipo di feedback più conosciuto e ha come scopo quello di ridurre la distanza tra lo stato attuale e l’obiettivo desiderato. Ha come obiettivo il mantenimento della stabilità. Positivo: feedback tendente ad aumentare la differenze tra lo stato effettivo e quello desiderato. E’ il tipo di feedback che produce il cambiamento. Feedforward: è un processo orientato al futuro, implica processi predittivi relativi al modi di ottenere i risultati desider…

Il significato del lavoro in psicologia

 
Riprendiamo il post della settimana scorsa dove abbiamo parlato dei cambiamenti nella forza lavoro ed affrontiamo insieme il tema del significato del lavoro e di come questo si sia modificato nel tempo. Anche in questo caso prenderemo come riferimento il testo "Psicologia del lavoro" di Guido Sarchielli (Il Mulino, 2003).

Abbiamo visto, nei post precedenti, come e quanto il lavoro sia cambiato nel corso del tempo. Soprattutto nel settore terziario si assiste ad una trasformazione dei contesti organizzativi.

Trasformazione che vede, in primo luogo, l'"appiattimento" delle gerarchie aziendali oltre a modificare i tradizionali ruoli lavorativi che diventano meno definiti. Cambiano anche i requisiti richiesti ai lavoratori i quali devono avere nuove competenze generali, sociali, cognitive, capacità di autogestione, cooperazione e coinvolgimento personale.

Task analysis e job analysis in psicologia del lavoro


Riprendiamo il post della settimana scorsa dove abbiamo parlato del significato del lavoro ed affrontiamo in questo post il tema dell'analisi del lavoro facendo riferimento alle attività di task analysis e job analysis. Anche in questo caso prenderemo come riferimento il testo "Psicologia del lavoro" di Guido Sarchielli (Il Mulino, 2003).
Task analysis e job analysis, cosa sono? Con questi termini intendiamo fare riferimento a metodi di rilevazione e analisi per conoscere come si svolge il lavoro e quali requisiti richiede perché sia eseguito al meglio e con effetti positivi sulle persone. Ci riferiamo, anche in questo ambito, all'ambito di ricerca della psicologia del lavoro.