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Snoopy&Friends: non arrendetevi mai

Se eravate scettici nell’andare a vedere“Snoopy & Friends. Il film dei Peanuts”perché pensavate non essere all’altezza del celebre fumetto che leggete fin da piccoli, allora vi dovrete ricredere. Perché questo film da poco uscito nelle sale vi darà l’impressione che i protagonisti disegnati da Charles Schulzprendano vita senza perdere nulla della loro personalità durante la trasposizione dalla carta al grande schermo.
Merito di questa riuscita impresa spetta aCraig Schulz, figlio di Charles, e a Steve Martino, regista anche de “L’Era glaciale 4” (il quale ha chiesto e ottenuto che la prima italiana del film fosse proiettata a Campobasso, essendo lui originario di un paese vicino). I due realizzano questo ambizioso progetto in 3D come omaggio all’autore morto nel 2000 che pubblicò sessantacinque anni fa la sua prima striscia dei Peanuts. Questa produzione della 20th Century Fox e Blue Sky Studios è in realtà anche una riuscita operazione commerciale che unisce la nostalgia dei più grandi verso le battute sagaci con un retrogusto esistenziale di Charlie Brown, Linus, Lucy&c. alle risate dei più piccoli di fronte alle peripezie di Snoopy, il brachetto che dal tetto della sua cuccia, si lancia in battaglie aeree mozzafiato contro il suo nemico immaginario di sempre: il Barone Rosso, asso dell’aviazione tedesca della Prima Guerra mondiale.
La lezione di Charlie Brown
Riuscirà il timido Charlie a rivolgere la parola alla ragazzina dai capelli rossi, sua nuova compagna di classe? E ancora, riuscirà il nostro piccolo eroe a vincere l’eterna battaglia contro il suo aquilone che nulla vuole saperne di volare ma che finisce sempre ad attorcigliarsi attorno alle sue caviglie provocando disastrose cadute? Snoopy & Friends ci lascia anche un piccolo messaggio mentre assistiamo alle imbranate gesta del protagonista. “Credo che Charlie Brown incarni le qualità della perseveranza quotidiana… rimettersi in piedi con un atteggiamento positivo”, questa l’opinione del regista che delinea anche la morale di questa favola buona. Una storia che somiglia a quella del celebre fumettista padre dei Peanuts, che nel 1940 si vide respinta la domanda di assunzione presentata alla Walt Disney. Date retta quindi a Charlie Brown, mai arrendersi.
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