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Andrea Favaretto: PNL facile, molto facile

L’ambito di applicazione della PNL (Programmazione neuro linguistica) suscita parecchie perplessità. Il suo valore scientifico è dubbio, la sua efficacia non è provata. Al di là di questo, l’argomento suscita curiosità perché se la PNL riuscisse davvero a mantenere quello che promette, ivantaggi sarebbero notevoli. Maggiore consapevolezza del proprio comportamento e di quello altrui, capacità di trovare le chiavi per entrare in sintonia con clienti, fornitori, collaboratori. Capacità di interpretare il linguaggio del corpo e conoscenza della comunicazione non verbale. Aspetti, questi, fondamentali soprattutto nelle trattative commerciali.
Se abbassiamo l’asticella delle attese e del rigore scientifico e manteniamo alto quello della curiosità allora può valere la pena leggere qualche libro sulla PNL. Nata in California negli anni 70, la PNL è un metodo psicologico in ambito “life coaching” finalizzato allo sviluppo personale e al miglioramento della comunicazione. Se siete alle prime armi e non volete perdervi tra le centinaia di titoli sul mercato allora un buon punto di partenza è questo libro di Andrea Favaretto, “PNL facile: Migliora da subito le tue relazioni, il tuo lavoro, la tua vita con la Programmazione Neuro-Linguistica”, pubblicato daSperling & Kupfer.
Attenzione però, questo “PNL facile”, è molto facile. Se avete un minimo di confidenza con l’argomento potrebbe esserlo pure troppo. Perché l’autore utilizza un linguaggio semplificato, poche nozioni teoriche, zero termini per addetti ai lavori. Utile quindi per chi vuole farsi un’idea, fastidioso per chi ne sa già qualcosa e vuole approfondire teoria e pratica della PNL.
Quindi, al netto di tutte queste “avvertenze e precauzioni d’uso” il libro di Favaretto fornisce le prime nozioni su un metodo che vuole aiutare le persone a raggiungere i loro obiettivi professionali e non. Come? Il nome stesso, PNL, sottolinea l’esistenza di un collegamento diretto tra processi neurologici, linguaggio e schemi comportamentali appresi e che si vogliono modificare o meglio, “programmare”. Come si fa a programmare un comportamento? Come capire e gestire l’interlocutore che si ha di fronte, ad esempio durante una trattativa commerciale? Il punto di partenza sono la mappa e il territorio e la conseguente affermazione che la mappa non è il territorio. Cosa vuol dire? L’esempio fornito nel libro è intuitivo, arrivate a Milano, sbucate dalla stazione Centrale e volete arrivare in Duomo (oppure scendete a Roma Termini e volete arrivare al Colosseo, come preferite). Tirate fuori la vostra mappa e vi accorgete che non riuscite a orientarvi. Certamente la mappa è precisa, contiene tutti i dettagli colorati che una mappa con la “m” maiuscola deve avere però non è reale. Non riporta la confusione, il traffico, le persone che si muovono frenetiche, gli ostacoli, gli alberi, gli imprevisti. Rimanete fermi, con la vostra bella mappa tra le mani ma senza sapere che fare, dove andare. Sostituite la parola “mappa” con le vostre convinzioni personali, abitudini e certezze. Il risultato è lo stesso. Il vostro bagaglio di esperienze, la vostra mappa mentale, non serve a darvi la direzione nella realtà circostante. Anzi, spesso, la vostra mappa vi darà una lettura sbagliata della realtà, portandovi fuori strada e facendovi adottare un comportamento inefficace durante un colloquio, una riunione di lavoro o una vendita con un potenziale cliente. Come si modifica una “mappa mentale” sbagliata?  Partendo dai comportamenti. La PNL è la risposta giusta? Come detto sopra, le opinioni sono discordanti. Di sicuro questo libro vi farà almeno riflettere sulla reale efficacia di alcuni vostri comportamenti.
Cosa ne pensate? Partecipate alla discussione sul blog di Manageritalia.

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